martedì 3 aprile 2012
ARTE TRASALIMENTI: UBU SOTTO TUTTI GLI ASPETTI -lato & figurato-,
ARTE TRASALIMENTI: UBU SOTTO TUTTI GLI ASPETTI -lato & figurato-,: Palazzina Azzurra , Viale Bruno Buozzi, 14, 63039 San Benedetto del Tronto (AP) un progetto di Tania Lorandi, curato da Simone Zanin p...
lunedì 2 aprile 2012
domenica 1 aprile 2012
venerdì 30 marzo 2012
FEDERICO BAROCCI
Urbania, antica Casteldurante, si prepara ad ospitare una nuova e preziosa mostra per proseguire anche nell’anno 2012 la sua tradizione più che decennale di esposizioni e di studi ospitati nel prestigioso Palazzo Ducale.
E’ in occasione del quarto centenario della morte di Federico Barocci (1535 – 1612) che il Comune di Urbania, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Gabinetto di disegni e stampe degli Uffizi di Firenze e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, organizza la mostra “La Madonna della neve di Federico Barocci. La tradizione, la critica” dedicandola al genio di uno dei maestri la cui fama fu pari, nel corso del Cinquecento, a quella di Raffaello e Michelangelo, di Tiziano e Correggio.
L’esposizione, che prenderà avvio sabato 31 marzo alle ore 17 all’interno della Rassegna Primavera Arte, è ricca di stimoli e di suggestioni e nasce dall’intento di valorizzare l’opera “Madonna della neve” (Olio su tela, cm 175x113), conservata nella Chiesa dell’Ospedale di Urbania e per sottolineare lo speciale rapporto di committenza tra il duca Francesco Maria II della Rovere, mecenate e protettore del pittore urbinate dalla raffinata pittura cromatica e vena sentimentale e dal carattere melanconico, schivo e insofferente.
La mostra di Urbania propone insieme al famoso dipinto, noto anche come La Vergine col bambino, una selezione di disegni e schizzi preparatori strettamente collegati alla Madonna della neve, prestati dal Gabinetto delle Stampe degli Uffizi di Firenze (tra i quali gli Studio per la Vergine col Bambino, Studio per il Bambino, Studio di nudo per la Vergine) arricchita da altre opere e disegni provenienti da collezioni private (tra queste la maiolica dell’artista Ippolito Rombaldoni del 1660, prima incisione della Madonnella delle nubi) e del Museo Diocesano e di Palazzo Ducale, dove l’ultimo duca Francesco Maria II Della Rovere amava vivere.
Dove:
E’ in occasione del quarto centenario della morte di Federico Barocci (1535 – 1612) che il Comune di Urbania, Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Gabinetto di disegni e stampe degli Uffizi di Firenze e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, organizza la mostra “La Madonna della neve di Federico Barocci. La tradizione, la critica” dedicandola al genio di uno dei maestri la cui fama fu pari, nel corso del Cinquecento, a quella di Raffaello e Michelangelo, di Tiziano e Correggio.
L’esposizione, che prenderà avvio sabato 31 marzo alle ore 17 all’interno della Rassegna Primavera Arte, è ricca di stimoli e di suggestioni e nasce dall’intento di valorizzare l’opera “Madonna della neve” (Olio su tela, cm 175x113), conservata nella Chiesa dell’Ospedale di Urbania e per sottolineare lo speciale rapporto di committenza tra il duca Francesco Maria II della Rovere, mecenate e protettore del pittore urbinate dalla raffinata pittura cromatica e vena sentimentale e dal carattere melanconico, schivo e insofferente.
La mostra di Urbania propone insieme al famoso dipinto, noto anche come La Vergine col bambino, una selezione di disegni e schizzi preparatori strettamente collegati alla Madonna della neve, prestati dal Gabinetto delle Stampe degli Uffizi di Firenze (tra i quali gli Studio per la Vergine col Bambino, Studio per il Bambino, Studio di nudo per la Vergine) arricchita da altre opere e disegni provenienti da collezioni private (tra queste la maiolica dell’artista Ippolito Rombaldoni del 1660, prima incisione della Madonnella delle nubi) e del Museo Diocesano e di Palazzo Ducale, dove l’ultimo duca Francesco Maria II Della Rovere amava vivere.
Data Inizio:31 marzo 2012
Data Fine: 31 ottobre 2012
Costo del biglietto: 4,00 euro
Luogo: Urbania, Palazzo Ducale
Orario: 10.00-12.30 / 15.00-18.00 – Chiuso il lunedì
Telefono: 0722/313151
E-mail:
Data Fine: 31 ottobre 2012
Costo del biglietto: 4,00 euro
Luogo: Urbania, Palazzo Ducale
Orario: 10.00-12.30 / 15.00-18.00 – Chiuso il lunedì
Telefono: 0722/313151
E-mail:
Dove:
| Urbania, Palazzo Ducale Città: Urbania Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele 23 Provincia: (PU) Regione: Marche Telefono: |
Redattore: RENZO DE SIMONE
JANOIS KORENYL
UNGHERIA
L’arte secondo Orbán
7 febbraio 2012
SME BRATISLAVA
L'affermazione dei valori nazionali ungheresi è al centro del progetto politico del primo ministro. Dall'inizio dell'anno questa ambizione è illustrata in quindici quadri, appositamente commissionati per una mostra al castello di Buda.
Attualmente la Galleria nazionale ungherese, situata nel maestoso castello di Buda, propone due mostre molto istruttive. Intitolata Eroi, re e santi, la prima riunisce le opere più note della pittura romantica ungherese della fine del diciannovesimo secolo. La seconda, Pittori contemporanei sulla storia ungherese, invita a fare un salto nel tempo di oltre cento anni, anche se si inserisce in una forma di continuità organica con la prima. I 15 quadri scelti dal curatore personale del primo ministro, costituiscono una sorta di guida illustrata alla nuova costituzione ungherese e ambiscono a essere una presentazione della pittura romantica nazionale dell'inizio del ventunesimo secolo.
GINA PANE - MART
Gina Pane, nel blu dipinto di blu
«Table de lecture (terre-ciel)» di Gina Pane
È stata la signora della Body Art. Ma oltre alle azioni estreme sul corpo ha coltivato pittura e installazioni. Lo si scopre al Mart
ELENA DEL DRAGO
ROVERETO
Ci si sarebbe aspettati di trovare soprattutto un protagonista, il rosso, nella personale di Gina Pane al Mart di Rovereto, il rosso sangue delle celebri e celebrate performance di Body Art. Ed è il blu, invece, a guidarci alla scoperta di un percorso creativo assai più eterogeneo di quanto si potrebbe immaginare. Un colore, il blu, che incarna alla perfezione la tensione verso l’altro, l’incontro anelato con chi guarda e guarderà, che sembra sottendere tutta la ricerca di questa artista, dai primi anni Sessanta all’anno della sua morte, il 1990. Torinese d’origine e francese d’adozione, Gina Pane comincia a cercare il blu piuttosto presto, mentre si dedicava esclusivamente alla pittura ma, respirando l’aria del tempo, cominciava a sperimentare qualcosa di inedito. Era il 1968, precisamente il 28 agosto, quando Gina Pane nel laboratorio di suo padre, costruttore di pianoforti, cerca di uguagliare senza riuscirci il colore del cielo tingendo il feltro, materiale particolarmente amato. Non pensava questo tentativo come un lavoro artistico: la fotografia che la ritrae giovane e concentrata è infatti scattata da suo padre, che forse intuisce in quel momento il futuro della figlia.
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